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Dovresti guardare Capitalism: A Love Story?

Per chi è, per chi no e cosa contiene. Niente voti, niente punteggi.

Capitalism: A Love Story

Documentario · 2009

Questa volta Michael Moore prende le mosse da lontano, addirittura dall'Impero Romano, per mostrare come i segnali di decadenza di quella potenza antica siano tutti rintracciabili nella realtà odierna. La domanda è più che mai esplicita e con la risposta già incorporata: quanto è alto il prezzo che il popolo americano paga a causa della confusione operata tra il concetto di Capitalismo e quello di Democrazia? Per Moore i due termini non coincidono anzi sono in più che netta opposizione soprattutto ora, dopo la crisi mondiale di cui tutti paghiamo le conseguenze. Per sostenere la sua tesi questa volta il polemista di Flint (cittadina a cui fa ancora una volta ritorno vent'anni dopo Roger & Me) fa un uso molto più ridotto di gag verbali e visive (anche se non ci risparmia un nuovo doppiaggio del Gesù di Zeffirelli in versione liberistico-sfrenata). Perché questa volta il tema è talmente serio che lo spazio per la risata non può che essere ridotto.

I lati di Capitalism: A Love Story

  • Famiglie sfrattate dalle loro case
  • Wall Street dopo la crisi del 2008
  • Michael Moore che entra con la telecamera nelle hall delle banche

Capitalism: A Love Story fa per te se…

  • vuoi ascoltare le famiglie che hanno perso la casa.
  • ti piace un film su chi possiede cosa e chi decide.
  • ti piace l'audacia del nastro da scena del crimine teso davanti a una banca.

Capitalism: A Love Story non fa per te se…

  • due ore di archivi e interviste sono troppe per una sera.
  • non riesci a guardare famiglie portate via dalle loro case.

Temi: il denaro · le disuguaglianze · il potere

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